HomeMAROCCO 2006
 

Autori

Nikkio e Chiara

Periodo viaggio

dal 29 novembre al 6 dicembre 2006

Volo

Ryanair e Myair

Costo del viaggio

450 euro a testa (compreso voli, assicurazione e tutto il resto)

Alloggi

Hotel e alberghi bassa categoria

Spostamenti

Autobus, taxi, cammello

Guida

Lonely Planet 2005

 

Mercoledì 29 novembre

Partiamo dall’aeroporto di Orio al Serio (Bg) alle 22:30, e con un volo Ryanair raggiungiamo Londra Luton per fare scalo e proseguire con il volo alle 6:30 con la seconda tratta verso Fes.

Giovedì 30 novembre

Arriviamo a Fes la mattina verso le 10, e dall’aeroporto prendiamo un taxi (condiviso con altri 2 ragazzi inglesi) per raggiungere il centro della città . Ci costa 30 Dirham a testa. Lungo la strada che collega l’aeroporto alla città vecchia, si passa attraverso i “quartieri ricchi”: ville meravigliose, viali ampi e luminosi , alberi di arance ai bordi delle strade…sembra un paradiso. Ci facciamo accompagnare alla stazione degli autobus vicino alla medina dove depositiamo i bagagli (3 Dirham) per girare più liberamente la città. A questo punto inizia la nostra avventura: proviamo con tanta buona volontà ad entrare nella medina (muniti di guide e piantine della città) ma bastano pochi passi nel souk per perdere completamente l’orientamento; c’è tantissima gente, le strade sono strettissime e i nomi delle vie non sono scritti da nessuna parte.  Il primo impatto con Fes ci ha veramente demoralizzato: sporcizia e degrado ovunque, strade e  case fatiscenti, puzza, aria malsana, vicoli stretti e bui. Decidiamo di uscire da quell’incubo, e appena fuori dal souk troviamo un ragazzo che parla italiano (più o meno) che si offre di farci da guida per 150 dirham, in quel momento di smarrimento ci sembrava 1 angelo venuto dal cielo per aiutarci, così, ingenuamente, accettiamo senza contrattare il prezzo (che è stato davvero una ladrata). Abdallah (così si chiamava) ci giuda quindi attraverso la medina, ci fa vedere le scuole coraniche, le moschee, qualche palazzo antico, le famose concerie di Fes, ci porta su una collina da cui si vede il panorama di tutta la città, con tappa finale nel negozio di tappeti di suo zio, dove ci hanno offerto un delizioso thè alla menta e letteralmente OBBLIGATO a comprare un tappeto (non era un vero e proprio tappeto ma una specie di coperta, più economica dei tappeti, ce la siamo cavata con 40 euro). Lasciamo quindi Abdallah (che nel frattempo ci aveva proposto un tour nel deserto di 3 gg per 3500 dirham a testa, una ladrata incredibile se si pensa che per fare lo stesso giro noi ne abbiamo spesi 1200), pranziamo con un panino veloce e andiamo a visitare il palazzo reale e i giardini. Ormai si è fatta sera e raggiungiamo la stazione degli autobus dove ci aspetta un viaggio notturno alla volta del deserto.

 

Venerdì 1 dicembre

Alle 23.30 partiamo con un autobus della CTM verso Rissani (150 Dirham, a testa  8 ore di viaggio). La CTM è l’unica compagnia che ha degli autobus decenti, tutte le altre hanno autobus terribili, dell’anteguerra, scomodissimi, lenti, senza né riscaldamento nè aria condizionata, ma soprattutto sporchissimi. Consigliamo quindi per un viaggio lungo la CTM (che ovviamente è più cara), mentre per spostamenti di qualche ora potete usare le altre compagnie. Oltre al prezzo del biglietto bisogna pagare una piccola tassa sui bagagli (normalmente sono 5 dirham a testa)

All’alba arriviamo a Rissani dove ci aspetta Alì che in taxi ci porterà fino a Merzouga e da lì all’hotel “Nomad Palace”, in mezzo al deserto. Ci eravamo accordati con Alì dall’Italia, via Internet. Il Nomad Palace è un albergo nuovo, in stile caratteristico berbero, le camere sono graziose e ben arredate (per quel che si può pretendere in mezzo al deserto), con bagno abbastanza pulito. L’acqua calda non esiste, per chi va in estate non è un problema, ma noi eravamo a dicembre..Comunque finalmente ci facciamo una doccia e ci riposiamo un po’ dopo 2 notti insonni.

Alle 3 del pomeriggio Alì ci porta con la sua Jeep fino alle dune di sabbia, il famoso Erg Chebbi, dove ci aspettano i nostri 2 cammelli e l’accompagnatore berbero. Saliamo sui nostri dromedari e partiamo per il giro nel deserto fino all’oasi dietro la duna più alta”235 m”. Questa è stata la parte più emozionante del nostro viaggio in Marocco: il deserto, con le sue dune di sabbia che cambiano colore a seconda del momento della giornata : al tramonto sono di un arancione intenso, all’alba color oro, a mezzogiorno di un giallo vivo, che contrasta con l’azzurro carico di quei cieli sempre tersi..Non si sente nessun rumore nel deserto, solo il vento che soffia forte..e così, a bordo dei nostri dromedari, percorriamo il cammino circondati da uno dei paesaggi più immensi e  unici al mondo. Purtroppo raggiungiamo l’oasi che il sole è già tramontato, saliamo in cima alla duna ma ormai è buio, e non riusciamo ad ammirare i colori del tramonto da lassù.. Ci sistemiamo nelle tende dove passeremo la notte, e il nostro accompagnatore berbero poco dopo arriva con la cena, il tajine: è il piatto tipico marocchino, fatto di carne ,carote, patate, pomodori e cipolle tutto mescolato insieme, molto speziato.Si mangia tutti assieme da un unico piatto, rigorosamente con le mani, anche se noi, schizzinosi occidentali, tiriamo su col pane. Oltre al Tajine  ci offrono anche l’immancabile thè alla menta, del pane e dei mandarini. Dopo cena i berberi ci fanno uno spettacolino suonando i bonghi e cantando le loro canzoni africane, ci fermiamo un po’ a guardare le stelle, un ultimo giro sulla duna ,e poi a letto.

 

Sabato 2 dicembre

Ci svegliamo presto, l’alba nel deserto è uno spettacolo altrettanto bello quanto il tramonto, colazione veloce e si riparte in cammello per il ritorno a merzouga. Le condizioni del nostro fondoschiena peggiorano via via sempre più. Arriviamo finalmente all’albergo, siamo distrutti, con le ossa a pezzi, ma felici. Salutiamo il nostro accompagnatore, che si è rivelato una persona molto umile e generosa, non sappiamo come si chiama, non parlava nessuna lingua oltre al berbero,e all’arabo, ma è stato davvero gentile e rispettoso nei nostri confronti…Ci dispiace di non averlo ringraziato abbastanza. Da quel giorno abbiamo pensato spesso a lui con malinconia,  un uomo sulla cinquantina,ma sembrava molto più vecchio, poverissimo, al limite della miseria, aveva le unghie e i denti neri, quasi sicuramente è analfabeta, lavora camminando ore ed ore nel deserto per non guadagnare quasi niente, chissà se è mai stato felice.. Gli mandiamo un pensiero… Dall’albergo Alì ci riporta in jeep a Merzouga ; complessivamente di albergo e giro nel deserto spendiamo 400 dirham a testa. Da Merzouga prendiamo un taxi fino a Rissani (30 Dirham a  testa).

A Rissani non facciamo in tempo a scendere dal taxi che veniamo assaliti da Mohammed, un furbacchione che si offre di portarci in taxi fino alle Gole del Todra per 50euro, non prima di averci trascinato e intrappolato nel negozio di gioielli di suo zio. Qui il copione si ripete: ci fanno sedere, ci offrono il thè e ci mostrano gioielli berberi per circa un’ora. Noi siamo esausti, l’unica via di fuga è comprare qualcosa: stavolta mi sacrifico io (chiara)comprando un po’ di bracciali e orecchini che loro spacciano per argento. Usciamo dal negozio stravolti per l’estenuante contrattazione e accettiamo l’offerta di Mohammed : viaggio in taxi fino a Tinehir per 25 euro a testa, non abbiamo voglia di prendere l’autobus, siamo troppo stanchi. Saliamo in macchina e ci addormentiamo.

Nel pomeriggio arriviamo a Tinehir, e prendiamo un Grand taxi fino alle gole del todra. Giro per le Gole e torniamo a Tinehir dove dormiamo in un albergo vicino alla stazione degli autobus, molto bello e pulito, 120 Dirham a testa.

 

Domenica 3 dicembre

Sveglia alle 5 perché alle 6 parte l’autobus che ci porterà ad Ouarzazate, per andare poi alla kasbah di Ait Benhaddou. E’ l’autobus della morte, fa un freddo pazzesco perché siamo vicini alle montagne dell’Atlante, ovviamente non c’è il riscaldamento e battiamo i denti per tutto il tempo (4 ore, 35 dirham a testa). Arrivati a Ouarzazate prendiamo il taxi fino ad Ait Benhaddou ( 250 dirham per il taxi solo per noi compresa andata e ritorno). Lungo la srada, in mezzo al deserto, ci sono gli studi cinematografici, perchè lì sono stati  girati moltissimi film. La kasbah è un antico villaggio costruito con paglia e fango, molto bella, la consigliamo a tutti. Ci fa da guida un bambino a cui daremo 20 dirham. Da lì prendiamo l’autobus fino a Marrakech (4 ore, 40 dirham). Consigliamo di percorrere questa tratta in taxi perché i paesaggi sono davvero mozzafiato, si passa dal deserto con le numerose kasbah, alle montagne, si attraversa infatti la catena dell’Atlante nel passo a 2100 m.

Arriviamo a Marrakech nel pomeriggio e ci dirigiamo a piedi all’hotel CTM consigliato dalla Lonley Planet, nella piazza principale: la celeberrima Djemaa el Fna. L’albergo è grandissimo, è in una posizione strategica e ha sopra una bella terrazza affacciata sulla piazza, però la pulizia lascia un po’ a desiderare. Noi abbiamo scelto una doppia con bagno in camera (80 dirham a testa) perché i servizi in comune erano indecenti. In compenso però compresa nel prezzo c’è un ‘ottima colazione (spremuta, thè, cappuccino, brioches, pane burro e marmellata) servita nella terrazza con vista sulla piazza.

La sera ceniamo in un bel ristorantino a 2 passi dall’albergo: assaggiamo il cous cous alle verdure e alla carne, la zuppa marocchina( un minestrone molto speziato) e delle omelette al formaggio, oltre all’immancabile thè alla menta. Tutto molto buono. Ottimo è anche lo yogurt, una specialità di Marrakech , lo servono dappertutto come dessert, sconsigliamo invece la  patisserie: i dolcetti hanno forme diverse ma tutti lo stesso gusto dolciastro. Si  cena tranquillamente con 40-50 dirham a testa.

Dopo cena facciamo un giro per la Djemaa el Fna, che di sera raggiunge il suo “massimo splendore”: è un posto unico al mondo, magico, pieno di luci e colori, sempre brulicante di persone gioiose, e poi incantatori di serpenti, cantastorie, donne che fanno tatuaggi con l’Hennè, bancarelle di frutta secca e arance, si può addirittura cenare in piazza, nei numerosissimi chioschi dove cucinano carne in mille modi: kebab, spiedini e quant’altro. Rimaniamo affascinati da questo luogo incredibile,e saliamo sulla terrazza dell’albergo per ammirarlo anche dall’alto.

 

 Lunedì 4 dicembre

Partiamo di buon mattino e ci addentriamo da subito nelle stradine del souk, che stavolta è ordinato e facile da girare. Qui affiniamo le nostre abilità nel contrattare i prezzi, e veniamo colti da un attacco di shopping compulsivo. Compriamo di tutto: lampade in pelle (30 dirham), tamburelli, coloratissimi berretti di lana fatti a mano (10 dirham), pietre profumate, olii essenziali, sciarpe, decine di paia di orecchini (5 dirham), collane e anelli in stile berbero, e le immancabili babbucce (60 dirham).

Ci spostiamo poi nella città nuova per cercare un’agenzia di viaggi in cui prenotare un giro alle cascate di Ouzoud. Qui è tutto completamente diverso, sembra una città occidentale: grandi viali fiancheggiati da alberi di arance e palme, splendidi giardini, alberghi di lusso, negozi in cui la merce ha un cartellino con il prezzo (cosa stranissima in un paese in cui qualsiasi cosa si contratta), bei ristoranti, bar, caffetterie ( tutti frequentati quasi esclusivamente da riccastri occidentali), c’è perfino il Mc Donald’s, tutto è pulito e ordinato. Troviamo l’agenzia, in cui una bella ragazza vestita all’occidentale ci illustra la gita alle cascate. Prenotiamo e ritorniamo nella medina.

Pranziamo in una bettola nella Djemaa el Fna, dove prendiamo un tajine squisito con carne di agnello e di coniglio, in più ci portano come antipasto zuppa di ceci e lenticchie e una zuppa di pomodoro speziata.( 40 dirham). Nel pomeriggio vistiamo la Medersa Ali ben Youssef, la Koubba Ba’adyn e il museo di Marrakech. (per tutti e 3 i monumenti c’è un unico biglietto da 60 dirham). Ci rituffiamo nel souk, facciamo qualche altro acquisto e nel tardo pomeriggio prendiamo un thè sulla terrazza del Cafè Argana, il più lussuoso della djemaa el Fna. Ceniamo in piazza con zuppa e spiedini di carne. Finita la cena ti offrono litri di thè gratis.

 

 Martedì 5 dicembre

Ore 9.15 parte l’autobus diretto a Essaouira, luminosa cittadina affacciata sull’oceano e circondata da caratteristici bastioni. Il viaggio dura  4 ore , 35 dirham. Il primo impatto con la città non è dei più felici: la strada che dalla stazione degli autobus porta verso il cetro è terribile: sporcizia, degrado, brutte facce…anche in pieno giorno fa paura camminarci. E’ il quartiere della Mellah, il più pericoloso, le guide sconsigliano di girare lì la sera perché è pieno di spacciatori armati e delinquenti di vario tipo. Camminiamo perplessi, ma presto arriviamo nel souk, curato, allegro e variopinto, vediamo altri occidentali, e ci rincuoriamo. Proseguiamo facendo una passeggiata sui bastioni affacciati sul mare, e pranziamo in un ristorantino all’aperto vicino al porto dove servono piattoni di pesce fresco a prezzi irrisori (un piatto gigante di gamberoni a 10 dirham).

Nel pomeriggio visitiamo il porto e saliamo su  altri bastioni da cui si vede un panorama stupendo: da un lato uno scorcio pittoresco della città con tutte le sue casette bianche, di fronte un isolotto con spiaggia e gabbiani svolazzanti e dall’altro lato la spiaggia di Eessaouira. Aspettiamo lì il tramonto e poi torniamo all’autobus che ci riporterà a Marrakech.( che è partito con 2 ore di ritardo, non si sa il  perché).

 

Mercoldì 6 dicembre

Gita alle cascate di Ouzoud: avevamo prenotato tutto in agenzia. Prezzo 300 dirham a testa. Ci vengono a prendere con un minibus davanti all’albergo e ci portano direttamente alle cascate. Il posto è bello, però forse ci aspettavamo qualcosa di più. La sorpresa più grande sono state le tantissime scimmie che vivono in quel posto, famiglie intere, grandi e piccole. Non hanno paura dell’uomo, ci si può tranquillamente avvicinare per fotografarle da vicino.  La sera, tornati a Marrakech proviamo il famoso Hammam  (bagno turco) dell’hotel Ali . L’esperienza non si è rivelata niente di speciale: solo una stanza riscaldata in cui ci si butta addosso dell’acqua.

 

Giovedì 7 dicembre

Ultimo giro  per il souk di Marrakech e ultimi acquisti. Visitiamo il palazzo El-Badi e poi in taxi fino all’aeroporto e ritorno in Italia (orio al serio) con un volo Myair diretto (40 euro a testa tasse incluse).